Il Programma GOL: formarsi per ripartire in un mercato del lavoro che cambia
Ci sono momenti in cui la formazione diventa più di un’opportunità individuale. Diventa una risposta concreta a un bisogno collettivo. Per noi, il tempo dedicato al Programma GOL in Puglia ha significato questo: accompagnare persone diverse — giovani, adulti, disoccupati, lavoratori fragili, persone in cerca di una nuova direzione — dentro percorsi di aggiornamento, riqualificazione e orientamento al lavoro.
Il Programma GOL, Garanzia di Occupabilità dei Lavoratori, è una delle principali misure di politica attiva previste dal PNRR. Nasce per rafforzare i servizi per il lavoro e per aiutare le persone a costruire percorsi personalizzati di reinserimento, aggiornamento o riqualificazione professionale. Secondo i dati ARPAL, il programma ha l’obiettivo di coinvolgere 3 milioni di beneficiari, di cui 800.000 in attività formative e 300.000 in percorsi dedicati alle competenze digitali, con un budget nazionale di 4,4 miliardi di euro.
Per noi, questi numeri raccontano una direzione chiara: oggi il lavoro non si cerca soltanto. Si prepara.
Il mercato del lavoro in Italia oggi
Il mercato del lavoro italiano sta attraversando una fase complessa. Da una parte, i dati mostrano una crescita dell’occupazione e una riduzione della disoccupazione. Secondo Istat, nel quarto trimestre 2025 gli occupati hanno raggiunto 24 milioni 121 mila unità; nello stesso periodo, il tasso di occupazione era stabile al 62,5%, mentre il tasso di disoccupazione è sceso al 5,6%.
Dall’altra parte, però, restano fragilità importanti: inattività, disoccupazione di lunga durata, difficoltà di accesso per alcune fasce di popolazione, distanza tra competenze disponibili e competenze richieste dalle imprese. Il problema, quindi, non è solo “trovare lavoro”. È arrivare al lavoro con strumenti adeguati.
Il Sistema Informativo Excelsior di Unioncamere e Ministero del Lavoro rileva che nel 2025 il mismatch tra domanda e offerta arriva al 47% delle entrate programmate dalle imprese. La causa principale è la mancanza di candidati, seguita dall’inadeguatezza delle competenze. Lo stesso rapporto indica che le competenze trasversali, digitali e green rappresentano ormai un asse centrale dei requisiti richiesti dalle imprese.
È dentro questo scenario che i corsi del Programma GOL in Puglia assumono un valore decisivo.
Perché non basta più avere esperienza. Non basta più essere disponibili. Serve comprendere il cambiamento, aggiornarsi, acquisire competenze spendibili, saper comunicare il proprio profilo, usare gli strumenti digitali, orientarsi tra opportunità e richieste del mercato.
Programma GOL in Puglia: un percorso personalizzato
Una delle caratteristiche più importanti del Programma GOL in Puglia è la personalizzazione.
Non tutte le persone arrivano allo stesso punto. C’è chi è vicino al mercato del lavoro e ha bisogno soprattutto di orientamento e accompagnamento. C’è chi deve aggiornare competenze già esistenti. C’è chi ha bisogno di riqualificarsi perché il proprio profilo non risponde più alle richieste attuali. C’è chi vive condizioni più complesse, in cui la difficoltà lavorativa si intreccia con fragilità sociali, personali o familiari.
Il monitoraggio nazionale del Ministero del Lavoro al 31 gennaio 2025 mostra che il Programma GOL aveva preso in carico più di 3,2 milioni di lavoratrici e lavoratori disoccupati. La metà delle prese in carico riguardava il percorso 1, rivolto alle persone più vicine al mercato del lavoro; il 24,8% era nel percorso di aggiornamento, il 20,7% nella riqualificazione, il 3,8% nei percorsi complessi di lavoro e inclusione.
Questi dati ci aiutano a leggere la realtà con più precisione. Molte persone non hanno bisogno della stessa risposta. Hanno bisogno di un percorso adatto.
Per questo, nei corsi Programma GOL in Puglia, il primo passaggio non è mai solo la formazione. È l’orientamento. Per capire quali competenze ci sono già e quali mancano, per individuare i settori che possono offrire più opportunità concrete e capire quale tipo di percorso può essere sostenibile per quella persona.
Formarsi per ripartire significa proprio questo: non frequentare un corso qualsiasi, ma entrare in un processo che aiuta a costruire una direzione.
Chi abbiamo incontrato con il Programma GOL in Puglia
L’erogazione dei corsi del Programma GOL in Puglia ci ha messo davanti a storie diverse. Abbiamo incontrato persone che avevano perso il lavoro e volevano rientrare nel mercato con maggiore sicurezza. Persone adulte che avevano bisogno di rafforzare le competenze digitali. Donne che cercavano un nuovo equilibrio tra vita, lavoro e autonomia. Giovani con percorsi interrotti o incerti. Persone che avevano bisogno di riqualificarsi, ma anche di essere ascoltate e accompagnate.
Questa pluralità è coerente con la platea nazionale del Programma. Il monitoraggio del Ministero indica che, tra i beneficiari presi in carico, la componente femminile rappresentava il 55,5%, quella giovanile il 29,2%, gli over 55 il 16,7% e i cittadini stranieri il 15,3%. Inoltre, al momento dell’ingresso nel Programma, il 35,5% risultava disoccupato da almeno 6 mesi e il 30,7% da 12 mesi e oltre.
Questi numeri raccontano bene il senso del nostro lavoro. La formazione non si rivolge a una categoria astratta. Si rivolge a persone che attraversano momenti di passaggio: una perdita, una pausa, una difficoltà, una scelta, un bisogno di aggiornamento, un desiderio di ricominciare. Per questo, per tutta la durata del Programma GOL, abbiamo lavorato non solo sulle competenze tecniche, ma anche sulla fiducia, sulla consapevolezza, sulla capacità di leggere il proprio profilo e immaginare un nuovo percorso.
Le competenze richieste dalle imprese: dal digitale alle soft skills
Il lavoro oggi richiede competenze sempre più integrate. Le competenze digitali, ad esempio, non riguardano più solo chi lavora nell’informatica. Riguardano chi cerca lavoro, chi compila una candidatura, chi usa un gestionale, chi comunica con un cliente, chi lavora in un servizio, chi accede a piattaforme, chi deve aggiornarsi.
Secondo Excelsior, nel 2025 le competenze digitali legate all’uso di tecnologie Internet e alla gestione di strumenti di comunicazione visiva e multimediale sono richieste al 61,2% dei profili in ingresso; le competenze legate all’uso di linguaggi e metodi matematici e informatici sono richieste al 48,8%; la capacità di gestire soluzioni innovative al 36,0%. Accanto al digitale, servono competenze trasversali: autonomia, capacità di lavorare in gruppo, problem solving, flessibilità, comunicazione, affidabilità.
Sono competenze che spesso fanno la differenza nel passaggio tra formazione e lavoro. Una persona può acquisire una tecnica, ma deve anche saperla usare dentro un contesto professionale: rispettare tempi, collaborare, comprendere una consegna, risolvere un problema, relazionarsi con colleghi, utenti o clienti. Per questo, nei percorsi GOL, la formazione deve essere concreta. Deve aiutare le persone a collegare ciò che imparano con ciò che potranno fare.
La Puglia e il bisogno di formazione
Il Programma GOL in Puglia ha avuto un ruolo significativo. Secondo i dati regionali pubblicati a gennaio 2025, al 31 dicembre 2024 i soggetti presi in carico in Puglia erano 292.929; tra questi, 89.634 erano inseriti nel percorso di aggiornamento e 79.794 in quello di riqualificazione. La Regione segnalava inoltre 132.062 beneficiari validi ai fini del target PNRR, pari al 50,3% del target regionale.
Questi dati mostrano quanto sia ampia la domanda di orientamento e formazione anche nel nostro territorio.
Il Salento, come molte aree del Mezzogiorno, vive una condizione particolare: da una parte ha risorse, filiere, turismo, artigianato, servizi alla persona, imprese e competenze territoriali; dall’altra deve confrontarsi con discontinuità lavorativa, fragilità occupazionale, distanza tra formazione e opportunità, difficoltà di accesso per alcune fasce di popolazione.
In questo contesto, il Programma GOL in Puglia può diventare uno strumento importante, a condizione che non venga vissuto solo come misura amministrativa. Il suo valore sta nella capacità di trasformarsi in percorso.
Il nostro modo di lavorare
Alle Costantine, abbiamo interpretato l’anno dei corsi del Programma GOL in Puglia come parte della nostra vocazione più profonda: usare la formazione come strumento di autonomia. Non pensiamo ai corsi come a pacchetti chiusi. Pensiamo a percorsi che devono aiutare le persone a riprendere posizione nella propria vita professionale.
Per questo lavoriamo su tre livelli.
Il primo è l’orientamento: aiutare ogni persona a capire dove si trova e quale strada può essere più utile.
Il secondo è la formazione: costruire competenze tecniche, digitali, linguistiche o trasversali coerenti con i bisogni del mercato e con il profilo della persona.
Il terzo è la ripartenza: accompagnare il passaggio dalla formazione alla possibilità, sapendo che nessun corso può garantire automaticamente un lavoro, ma un buon percorso può rendere una persona più preparata, più consapevole e più vicina alle opportunità disponibili.
È qui che il Programma GOL incontra la nostra storia: da sempre crediamo che formare non significhi solo insegnare qualcosa, ma creare condizioni: per imparare, per orientarsi, per ritrovare fiducia, per costruire autonomia.
Un programma che mostra una direzione
Raccontare l’esperienza del Programma GOL in Puglia significa guardare a ciò che è stato fatto, ma anche a ciò che resta da costruire. Il Ministero del Lavoro ha segnalato che, dopo il raggiungimento dei target concordati con la Commissione Europea al 31 dicembre 2025, il nuovo target al 30 giugno 2026 è pari complessivamente a 200.000 persone formate, confermando la continuità degli interventi di politica attiva anche nei mesi successivi.
Questo significa che la formazione continuerà a essere una leva centrale. Per noi, la sfida è continuare a renderla comprensibile, accessibile e utile. Perché una persona non ha bisogno solo di sapere che esiste un programma. Ha bisogno di capire se può accedervi, quale percorso può scegliere, quali competenze può acquisire, quali possibilità può aprire.
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